Quanti pezzi produrre alla prima collezione
L'errore più costoso che vediamo fare ai brand nuovi non è scegliere il tessuto sbagliato. È ordinare troppo del capo giusto.
Chi parte ragiona quasi sempre sul prezzo unitario: più ne faccio, meno mi costa. È vero, ed è anche la trappola. Il prezzo a pezzo scende, ma il capitale che immobilizzi sale, e il rischio di restare con la merce sale insieme a lui.
Il conto che conviene fare
Non guardare quanto risparmi a pezzo passando da cinquanta a duecento capi. Guarda quanti soldi ti restano bloccati in magazzino se ne vendi il quaranta per cento, che è quello che succede alla prima uscita di un marchio senza pubblico consolidato.
Una prima produzione che si esaurisce e ti costringe a rifarla è un problema molto più piacevole di una che avanza.
Come dividere le taglie
La curva sbagliata fa più danni della quantità sbagliata. Ordinare in parti uguali su sette taglie significa ritrovarsi con tutte le XS e le 3XL invendute mentre le M e le L sono finite dopo due settimane.
Una curva realistica per lo streetwear sta intorno al cinque per cento di XS, quindici di S, venticinque di M, ventotto di L, diciassette di XL e il resto sulle taglie grandi. Va poi corretta sul tuo pubblico reale: se vendi soprattutto a un pubblico maschile, tutto si sposta di una taglia.
Il minimo che ha senso
- Sotto i trenta pezzi il costo a capo diventa difficile da giustificare a chi compra.
- Tra i cinquanta e i cento c'è il punto in cui i conti iniziano a tornare senza esporsi troppo.
- Oltre i duecento ha senso solo se hai già venduto una produzione precedente o hai ordini in mano.
Se stai partendo adesso, il consiglio che diamo sempre è di fare meno modelli e più pezzi per modello, invece del contrario. Otto capi diversi da trenta pezzi sono una collezione che non si può gestire; due capi da cento sono un marchio che inizia.